

Un conto corrente, un’autorizzazione e via: le tasse si pagheranno con l’addebito diretto, esattamente come luce, gas o telefonino. La novità è contenuta nel Decreto Semplificazioni, che ha previsto la possibilità di abbinare il proprio Iban al modello F24, permettendo all’Agenzia delle Entrate di prelevare automaticamente le somme dovute. Il meccanismo, però, non è ancora operativo: si attendono a breve i provvedimenti attuativi che ne definiranno tempi e modalità.
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A pochi giorni dall’avvio della Maturità 2026, emergono lacune significative nella preparazione degli studenti, soprattutto in Storia e Italiano. Secondo i dati dell’Osservatorio sulla Maturità di Skuola.net, realizzato su circa mille maturandi, appena il 22% degli studenti dichiara di aver concluso il programma di Storia, mentre il 23% afferma di aver terminato quello di Letteratura italiana.
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Nel question time del 9 giugno 2026 su OrizzonteScuola TV, condotto da Andrea Carlino, Simone Craparo della Gilda Unams ha affrontato alcuni temi centrali per il personale scolastico, con particolare attenzione ai docenti di sostegno. Nel corso dell’appuntamento sono stati esaminati gli aspetti legati alle assunzioni, alla continuità didattica e alle ricadute organizzative per scuole, docenti, alunni e famiglie. Spazio anche ad altri nodi del sistema scolastico, in un confronto orientato a chiarire procedure, criticità e prospettive per il prossimo anno scolastico.
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Il 15 giugno è la data di rilevazione per l’attestazione sugli obblighi di pubblicazione. L’adempimento riguarda anche le istituzioni scolastiche statali, con verifiche affidate ai revisori dei conti. Dirigenti, DSGA e segreterie devono controllare che i dati in Amministrazione trasparente siano aggiornati, accessibili e correttamente pubblicati.
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Per decenni, i piccoli centri e i borghi della Sicilia hanno visto le proprie piazze svuotarsi. Intere generazioni sono partite alla ricerca di un futuro migliore verso le Americhe, l’Australia e il Nord Europa. Oggi, tuttavia, la storia offre a questi territori un’opportunità straordinaria di riscatto economico e demografico: il Turismo delle Radici (o turismo genealogico).
Milioni di italo-discendenti di seconda, terza e persino quarta generazione sentono il bisogno viscerale di scoprire da dove proviene la loro famiglia. Non cercano villaggi turistici o spiagge affollate; cercano la strada dove giocava il nonno, il certificato di nascita della bisnonna, i sapori autentici di una terra che hanno solo immaginato attraverso i racconti familiari.
In questo articolo lungo e approfondito, esploreremo le strategie pratiche e operative che i Comuni siciliani devono adottare per intercettare, attrarre e accogliere con successo i discendenti degli emigrati, trasformando la memoria in una leva strategica per lo sviluppo locale.
Radici in Piazza – Edizione Sicilia 2026/2027
Prima di passare all’azione, è fondamentale che gli amministratori locali comprendano le dimensioni del fenomeno. Non stiamo parlando di una nicchia trascurabile, ma di un bacino potenziale immenso.
La Diaspora Siciliana: Si stima che gli oriundi siciliani nel mondo siano decine di milioni. Paesi come Stati Uniti, Argentina, Brasile, Canada, Belgio e Germania ospitano comunità vastissime e profondamente legate alle proprie origini.
Alta capacità di spesa e destagionalizzazione: Il “turista delle radici” viaggia spesso fuori stagione, rimane sul territorio molto più a lungo di un turista tradizionale (in media 1-2 settimane) e ha una buona propensione alla spesa, essendo spinto da motivazioni affettive e non dalla ricerca del risparmio a tutti i costi.
Investimenti sul territorio: Non è raro che i discendenti, una volta innamoratisi del borgo d’origine, decidano di acquistare e ristrutturare le vecchie case di famiglia, contrastando lo spopolamento e l’abbandono dei centri storici.
Il viaggio di ritorno inizia quasi sempre da una ricerca documentale. Se un cittadino italo-americano arriva in un Comune siciliano e trova uffici anagrafici inaccessibili, personale scontroso o registri polverosi non consultabili, l’esperienza fallisce prima ancora di iniziare.
Gli archivi comunali e parrocchiali sono vere e proprie miniere d’oro per questo settore.
Mappatura dei registri: I Comuni devono iniziare a digitalizzare i registri storici di nascita, matrimonio e morte (soprattutto quelli risalenti tra la fine dell’800 e la metà del ‘900).
Procedure semplificate: Creare un iter chiaro (magari spiegato sul sito web del Comune in doppia lingua) per richiedere certificati storici a distanza.
Collaborazione con le Parrocchie: Molto spesso i registri più antichi sono conservati nelle chiese madri. Il Comune dovrebbe farsi promotore di un protocollo d’intesa con le parrocchie locali per facilitare le ricerche genealogiche.
Istituire un ufficio dedicato (o almeno nominare un referente specifico all’interno dell’URP o dell’Ufficio Turistico) è un segnale di grande accoglienza. Questo sportello dovrebbe essere gestito da personale che:
Parla fluentemente almeno l’inglese (e preferibilmente lo spagnolo).
Ha competenze base di ricerca genealogica.
Sa rapportarsi con empatia a persone che stanno compiendo un viaggio emotivamente molto carico.
I discendenti degli emigrati non si affidano quasi mai alle agenzie di viaggio tradizionali per organizzare questo tipo di esperienza. La loro ricerca parte sempre da Google e dai social media. Se il tuo Comune non è visibile online in lingua straniera per le parole chiave giuste, non esisterà per questi potenziali viaggiatori.
Il sito istituzionale del Comune o il portale turistico locale deve avere una sezione dedicata al Turismo delle Radici, tradotta professionalmente in inglese e spagnolo (non usare traduttori automatici).
Parole chiave strategiche da presidiare: Sicilian ancestry [Nome Comune], Trace roots in [Nome Comune] Sicily, Genealogy tourism [Nome Comune], Italian dual citizenship [Nome Comune].
Contenuti utili: Pubblicare articoli sulla storia dell’emigrazione locale, elenchi dei cognomi più diffusi nel borgo, vecchie foto storiche. Se un discendente cerca su Google il cognome del nonno associato al nome del paese, deve finire sul portale del Comune.
Facebook è il luogo virtuale dove si riuniscono le comunità di discendenti.
Mappare i gruppi esteri: Cercare gruppi come “Sicilians in New York”, “Familias Sicilianas en Argentina”, ecc.
Creare legami: Il Comune (o la Pro Loco) può intervenire in questi gruppi condividendo foto storiche del paese, video delle feste patronali o annunciando la disponibilità ad aiutare nelle ricerche genealogiche.
Campagne mirate: Utilizzare la pubblicità geolocalizzata per promuovere il borgo in quelle specifiche città estere dove si sa che è emigrata la maggior parte della popolazione locale (es. un Comune del palermitano potrebbe targetizzare specifiche aree di Chicago o del New Jersey).
Trovare il certificato di nascita è solo il punto di partenza. Il vero valore aggiunto si crea quando il Comune riesce a costruire un ecosistema territoriale che avvolge il turista facendolo sentire a casa.
Il Comune non può fare tutto da solo. Deve delegare e coordinare:
Guide di Comunità: Formare i giovani del posto (magari attraverso progetti scolastici o la Pro Loco) per diventare “Guide delle Radici”. Figure capaci di accompagnare il visitatore nei vicoli, raccontando aneddoti locali, spiegando i soprannomi delle famiglie (le ‘ngiurie) e mostrando le vecchie case diroccate.
Rintracciare i parenti: Se il visitatore cerca parenti ancora in vita in paese, la rete sociale della Pro Loco e degli anziani del villaggio è molto più efficace di qualsiasi database. Organizzare un incontro tra cugini di terzo grado che non si sono mai visti è il culmine emotivo del viaggio.
Il turista delle radici vuole “vivere” come vivevano i suoi antenati. Il Comune può incentivare le imprese locali a creare pacchetti esperienziali:
Laboratori di cucina storica: Insegnare a preparare il pane in casa, i maccheroni al ferretto o i dolci tipici della festa patronale.
Corsi di dialetto locale: Pillole di lingua siciliana per far ritrovare suoni ascoltati solo dai nonni.
Esperienze artigianali: Lavorazione della ceramica, intreccio dei cesti, raccolta delle olive o vendemmia.
Per spingere le persone a programmare il viaggio, occorrono dei pretesti forti, delle “call to action” emozionali.
La festa del Santo Patrono è da sempre il momento di massimo richiamo. Il Comune dovrebbe:
Comunicare le date delle feste con mesi di anticipo (all’estero le ferie si programmano molto prima).
Riservare posti d’onore o ruoli attivi durante la festa (es. portare la vara del Santo) ai discendenti tornati per l’occasione.
Non tutti possono o vogliono intraprendere il lungo percorso per la cittadinanza italiana formale (Iure Sanguinis). Tuttavia, i Comuni possono istituire un riconoscimento simbolico ma di grande impatto emotivo: la Cittadinanza Affettiva o la nomina ad “Ambasciatore del borgo nel mondo”. Consegnare una pergamena in sala consiliare, in presenza del Sindaco, trasforma il turista in un portavoce appassionato che farà pubblicità gratuita al paese una volta tornato a casa.
Rinvigorire o creare ex novo gemellaggi istituzionali con le città estere in cui risiede la comunità di origine. Questo facilita gli scambi, l’organizzazione di viaggi di gruppo e l’attivazione di canali diplomatici e commerciali.
Il più grande errore che un piccolo Comune siciliano possa fare è cercare di gestire il Turismo delle Radici in totale isolamento. Per quanto l’offerta possa essere curata, un borgo di 3.000 abitanti fa fatica a imporsi sul mercato turistico globale.
È necessario fare rete. Aderire a progetti regionali e nazionali (come Radici in Piazza Sicilia o il progetto Italea del Ministero degli Affari Esteri) permette di:
Condividere i costi di promozione su larga scala.
Beneficiare di un “brand a ombrello” riconoscibile all’estero.
Creare itinerari inter-comunali. Spesso i nonni provenivano da paesi limitrofi; unire le forze permette di offrire al visitatore un pacchetto completo (es. “Le radici dei Monti Sicani” o “La via dell’emigrazione etnea”).
Il Turismo delle Radici non è una formula magica che porterà ricchezza automatica nei paesi siciliani. Richiede programmazione, visione politica, digitalizzazione degli archivi e un radicale cambio di mentalità: passare dal concetto di “turista da spennare” a quello di “cittadino da riaccogliere”.
Per i Comuni siciliani, intercettare i discendenti degli emigrati significa compiere un doppio miracolo: da un lato si genera un indotto economico sano, sostenibile e rispettoso dei luoghi; dall’altro si ricuciono strappi familiari e storici profondi decenni. Accogliere chi torna significa, in fondo, dimostrare che le radici piantate in Sicilia non si sono mai seccate.
Radici in Piazza – Edizione Sicilia 2026/2027





La prospettiva di dover abbandonare la propria casa per continuare gli studi si è trasformata in un lieto fine per Tiziana, l’alunna di dieci anni residente a Filicudi.
L’articolo Filicudi, l’alunna che ha scritto a Meloni potrà restare sull’isola: la scuola media sarà mista tra lezioni in presenza e online sembra essere il primo su Orizzonte Scuola Notizie.

I benefici attribuiti ai dipendenti nell’ambito del welfare integrativo, anche quando finanziati con risorse a carico del Fondo risorse decentrate, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, a condizione che rientrino nelle fattispecie previste dall’articolo 51, commi 2 e 3, ultimo periodo, del TUIR.
L’articolo Welfare integrativo finanziato con il Fondo risorse decentrate: non concorre al reddito di lavoro dipendente, chiarimenti Aran-Agenzia delle Entrate sembra essere il primo su Orizzonte Scuola Notizie.

Come abbiamo già potuto vedere, l’iter per l’attivazione del quarto ciclo dei percorsi abilitanti è infatti ufficialmente partito: come spiegato dall’esperta Sonia Cannas in un recente approfondimento video, il Ministero sembra essersi mosso con significativo anticipo rispetto al passato, ponendo le basi per una gestione dei corsi con tempistiche a suo avviso più idonee per i candidati. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato le procedure lo scorso 15 maggio, e il Ministero dell’Università e della Ricerca ha già chiesto alle Università e alle istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) di quantificare la propria offerta formativa sulla base del fabbisogno del personale. Di seguito vediamo come funzionano i percorsi, chi può accedere e le importanti novità introdotte per tutelare gli aspiranti docenti.
L’articolo Percorsi abilitanti scuola secondaria: al via l’iter per il quarto ciclo. Requisiti, CFU e le nuove regole salva-posti sembra essere il primo su Orizzonte Scuola Notizie.

Un costruttore di vetture all’apice del successo finanziario che improvvisamente chiede al mercato di interrompere la distribuzione delle proprie automobili.
L’articolo Intelligenza artificiale, Schettini spiega l’allarme di Anthropic: “Fermiamo lo sviluppo prima di perderne totalmente il controllo” sembra essere il primo su Orizzonte Scuola Notizie.

Le graduatorie del concorso PNRR3 bandito per infanzia e primaria con DDG n. 2938/2025.
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