
Non solo ritardo e sovraistruzione. Il rapporto Istat “Giovani e mercato del lavoro” racconta soprattutto un’Italia a macchia di leopardo, dove la condizione occupazionale di un ragazzo tra 20 e 34 anni dipende da tre variabili schiaccianti: dove vive, se è maschio o femmina, se è nato qui o altrove. Tre divari che si sommano e si amplificano, e che solo un titolo di studio elevato riesce a mitigare – ma non a cancellare del tutto.
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