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Radici in Piazza 2026/2027: Aperte le adesioni! Il progetto ottiene il Patrocinio della Regione Siciliana

Radici in Piazza 2026/2027: Aperte le adesioni! Il progetto ottiene il Patrocinio della Regione Siciliana

Al via il progetto regionale che trasforma gli studenti in “Giovani Reporter” per salvare la memoria dei borghi siciliani. Oltre ai patrocini di UNPLI e UICI, arriva il prestigioso riconoscimento dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana.

Siamo orgogliosi di annunciare l’apertura ufficiale delle candidature per “Radici in Piazza – Edizione Sicilia 2026/2027”, il progetto didattico intergenerazionale ideato da WebHouseMessina (Ente Accreditato MIM) per l’Anno del Turismo delle Radici.

A dare ancora più forza e valore a questa edizione è un traguardo di cui andiamo profondamente fieri: l’iniziativa ha appena ottenuto il Patrocinio gratuito dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana (Prot. n. 4960/26). Un riconoscimento che certifica l’alta qualità formativa e l’impatto sociale del nostro format, e che si affianca al Patrocinio di UNPLI Nazionale e al prezioso supporto di UICI Sicilia (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti).

🎙️ Che cos’è “Radici in Piazza”?

L’obiettivo è trasformare i nostri ragazzi della Generazione Z nei veri custodi dell’identità locale. Come? Sfruttando la tecnologia in modo positivo e inclusivo. I giovani studenti, supportati dai docenti, si trasformeranno in veri e propri “reporter”: intervisteranno i nonni, gli artigiani e le figure storiche del loro borgo per registrare racconti, leggende, antichi mestieri e dialetti.

Queste registrazioni diventeranno dei podcast, resi fruibili in un Museo Digitale Diffuso e 100% accessibile (anche alle persone con disabilità visiva) tramite eleganti targhe con QR-Code installate stabilmente nelle piazze del Comune.

🏫 I vantaggi per le Scuole Siciliane

Il progetto è stato pensato da docenti per i docenti, per azzerare lo stress organizzativo e massimizzare il risultato:

  • 33 ore di Educazione Civica: Un percorso “chiavi in mano” per gli studenti, facile da inserire nel PTOF e in linea con le direttive PNRR contro la dispersione scolastica.

  • Corso di Formazione Gratuito per i Docenti: 33 ore accreditate sulla piattaforma del Ministero (S.O.F.I.A. – ID Corso: 105174) per tutti gli insegnanti dell’Istituto.

  • Nessun costo per le famiglie: Una singola quota forfettaria d’Istituto di soli 100,00 € (esente IVA) sblocca la partecipazione per un numero illimitato di classi, studenti e docenti della scuola.

⏳ Come candidare la propria Scuola, Comune o Associazione

Per garantire il massimo supporto tecnico e didattico, per l’Anno Scolastico 2026/2027 attiveremo un massimo di 40 Hub territoriali in tutta la Sicilia.

Le adesioni seguiranno l’ordine di arrivo e si chiuderanno ufficialmente il 16 Ottobre 2026 (o prima, in caso di esaurimento dei posti disponibili).

📥 SCARICA I MATERIALI UFFICIALI E CANDIDA IL TUO ISTITUTO/COMUNE:

 

Non lasciamo che le voci e le tradizioni della nostra amata terra vengano dimenticate. Facciamo in modo che le nuove generazioni diano loro voce, nelle nostre piazze, per sempre.

📞 Hai bisogno di maggiori informazioni o vuoi fissare una call con la Dirigenza? Contatta il nostro team:

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Radici in Piazza Sicilia: Primi Comuni e Patrocinio UNPLI

Radici in Piazza Sicilia: Primi  Comuni e Patrocinio UNPLI

 

Radici in Piazza prende vita: i Comuni pionieri e il Patrocinio UNPLI danno il via all’Edizione Sicilia!

La rivoluzione didattica e culturale targata WebHouseMessina è ufficialmente partita. Diamo il benvenuto alle prime amministrazioni che trasformeranno i loro borghi in veri e propri “Hub Identitari”.

Siamo felici ed emozionati di annunciare che “Radici in Piazza – Edizione Sicilia 2026/2027” non è più solo un ambizioso progetto su carta, ma una splendida realtà in forte espansione. L’entusiasmo del territorio siciliano ha superato ogni aspettativa e, ancor prima del suono della prima campanella di settembre, la nostra rete ha già iniziato a prendere forma.

I primi 5 “Hub Identitari” della Sicilia

Nonostante le iscrizioni per il nuovo anno scolastico siano appena state lanciate, ben cinque amministrazioni comunali hanno deciso di bruciare le tappe, deliberando l’adesione ufficiale per non farsi sfuggire questa opportunità unica di promozione e valorizzazione del territorio.

Siamo orgogliosi di dare il benvenuto ufficiale ai Comuni di:

  • San Marco d’Alunzio (ME)
  • Valguarnera Caropepe (EN)
  • Condrò (ME)
  • Ficarra (ME)
  • Montagnareale (ME)
  • Santa Caterina Villarmosa (CL)
  • Isnello (PA)
  • Misterbianco (CT)
  • Librizzi (ME)
  • San Piero Patti (ME)

Questi splendidi borghi diventano i primissimi “Hub Identitari” del progetto. Grazie al lavoro che le scuole locali faranno con noi, le piazze di questi cinque Comuni si trasformeranno presto in musei a cielo aperto. I racconti dei loro anziani (i nostri amati Custodi della Memoria) verranno registrati dagli studenti, trasformati in Podcast e resi eterni attraverso dei QR Code installati per le vie del paese. Un’accoglienza digitale perfetta per intercettare il “Turismo delle Radici” e i siciliani di ritorno.

Il prestigioso Patrocinio Nazionale UNPLI

A rendere questo debutto ancora più speciale è l’ufficializzazione del Patrocinio Nazionale da parte di UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia).

Per noi di WebHouseMessina, questo sigillo rappresenta una garanzia assoluta del valore culturale dell’iniziativa. Il supporto di UNPLI permetterà alle scuole partecipanti di lavorare in stretta sinergia con le Pro Loco locali, veri e propri cuori pulsanti della tutela del patrimonio immateriale dei nostri borghi. Un’alleanza strategica che renderà il lavoro di ricerca dei ragazzi ancora più profondo e radicato.

Un’opportunità imperdibile per le Scuole (con i Fondi PNRR)

Vogliamo ricordare a tutti i Dirigenti Scolastici e ai Docenti che “Radici in Piazza” è un percorso formativo “chiavi in mano”, ideato da WebHouseMessina in qualità di Ente Accreditato MIM.

Aderire al progetto non significa solo fare un regalo al proprio Comune, ma porta vantaggi didattici concreti e immediati:

  • Certifica 33 ore obbligatorie di Educazione Civica per gli studenti.

  • Certifica 35 ore di formazione certificata per i docenti.

  • Zero pesi sul bilancio: la quota unica d’istituto (studenti illimitati) e le eventuali spese accessorie sono interamente rendicontabili e finanziabili con i Fondi PNRR legati all’innovazione digitale (EdTech) e alle nuove competenze.

 Corsa agli ultimi 32 posti

Per garantire la massima qualità formativa e un’assistenza dedicata, l’Edizione Pilota 2026/2027 ha un tetto massimo rigoroso: ammetteremo solo 40 Hub territoriali in tutta la Sicilia.

Con l’ingresso dei nostri 8 Comuni pionieri, restano solo pochi posti disponibili. Invitiamo le Amministrazioni e gli Istituti Scolastici che vogliono essere protagonisti del rilancio turistico e culturale della propria terra a non aspettare l’ultimo minuto.

La Sicilia invisibile aspetta solo di essere raccontata. Siete pronti a dare voce alle vostre radici?

👇 Scopri il programma completo, i dettagli istituzionali e prenota subito il posto per la tua scuola o il tuo Comune a questo link: Scopri e aderisci a Radici in Piazza – Edizione Sicilia

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Le Scuole come Custodi della Memoria Territoriale: Guida per la Didattica

Le Scuole come Custodi della Memoria Territoriale: Guida per la Didattica

Un Ponte tra Passato e Futuro

In un’epoca dominata dalla globalizzazione digitale e dalla standardizzazione culturale, i nostri territori rischiano di perdere la loro risorsa più preziosa: l’identità. I piccoli borghi, i centri storici e le comunità rurali custodiscono un patrimonio immenso fatto di dialetti, antichi mestieri, tradizioni orali e storie umane che rischiano di svanire con il passare delle generazioni. In questo scenario di potenziale “amnesia collettiva”, un’istituzione si erge a baluardo fondamentale: la scuola.

Questo articolo esplora in profondità il ruolo cruciale delle scuole come custodi della memoria territoriale, analizzando come l’integrazione della storia locale nella didattica non sia solo un esercizio di nostalgia, ma una potente leva per formare cittadini consapevoli, contrastare lo spopolamento e valorizzare le radici di una comunità.

1. Da erogatori di nozioni a fulcri della comunità

Per decenni, il sistema scolastico ha privilegiato una narrazione “macro”, concentrandosi sulla storia nazionale e internazionale, sulla letteratura canonica e sulle dinamiche globali. Pur essendo elementi essenziali per la formazione di un individuo, questa impostazione ha spesso lasciato in ombra la dimensione “micro”: la storia del quartiere, del paese, della regione in cui lo studente vive.

Il rischio dello sradicamento

Oggi i ragazzi conoscono perfettamente le capitali europee o la geografia degli Stati Uniti attraverso i media, ma spesso ignorano a chi sia intitolata la piazza principale del loro paese, quale fosse l’economia locale un secolo fa o quali leggende popolari animino i vicoli che percorrono ogni giorno. Questo scollamento genera un fenomeno di sradicamento culturale. Se un giovane non conosce il valore del luogo in cui vive, difficilmente lo amerà, lo rispetterà o sceglierà di investirvi il proprio futuro.

L’antidoto: la pedagogia del territorio

Trasformare le scuole in custodi della memoria significa adottare la pedagogia del territorio. La scuola smette di essere un “corpo estraneo” chiuso tra quattro mura e diventa un laboratorio aperto e permeabile. Il territorio stesso diventa un libro di testo vivente. Gli insegnanti, in questa visione, sono facilitatori che aiutano gli studenti a decodificare i segni del passato impressi nel presente.

2. Come integrare la memoria territoriale nella didattica

Radici in Piazza – Edizione Sicilia 2026/2027

La vera sfida per i dirigenti scolastici e i docenti è rendere la memoria territoriale una materia viva e affascinante, fuggendo dalla noia dell’erudizione fine a se stessa. Ecco alcune strategie metodologiche efficaci.

Oltre il programma: la Storia Locale come lente d’ingrandimento

Studiare la Prima Guerra Mondiale o il boom economico degli anni ’60 sui manuali è indispensabile, ma l’impatto emotivo e cognitivo cambia radicalmente se questi grandi eventi vengono letti attraverso le lenti della comunità locale.

  • Quanti giovani del nostro paese sono partiti per il fronte nel 1915? * Quali lettere hanno scritto alle madri? * Come è cambiata l’agricoltura locale nel dopoguerra? Legare la “Grande Storia” alla “Microstoria” rende l’apprendimento tangibile e profondamente empatico.

Fonti orali e narrazione intergenerazionale

Una delle pratiche più potenti per salvaguardare il patrimonio immateriale è l’utilizzo delle fonti orali. La scuola può trasformare gli studenti in piccoli ricercatori, assegnando loro il compito di intervistare nonni, artigiani storici o anziani del paese. Queste interviste (videoregistrate, trascritte o trasformate in podcast) diventano archivi preziosissimi. I ragazzi imparano l’arte dell’ascolto, mentre le generazioni più anziane si sentono valorizzate e utili. Si ricostruisce così quel ponte intergenerazionale che la frenesia moderna ha spesso interrotto.

Lo studio dei dialetti e della toponomastica

Il dialetto non è segno di arretratezza, ma una lingua madre ricca di sfumature intraducibili che raccontano la storia di un popolo. Laboratori di teatro in vernacolo, la riscoperta di proverbi e canti popolari, o lo studio della toponomastica (perché quella via si chiama “Via dei Funai”? Cosa significa il nome di quella contrada rurale?) sono strumenti eccezionali per riappropriarsi dello spazio in cui si abita.

3. Esempi pratici di progetti scolastici legati al territorio

Per tradurre la teoria in pratica, molte scuole italiane (e in particolare in regioni ricche di storia come la Sicilia) stanno già implementando format progettuali innovativi.

  • Adozione di un monumento: Le classi “adottano” un sito storico del proprio paese (una chiesetta abbandonata, un antico lavatoio, un rudere archeologico). Ne studiano la storia, ne promuovono la pulizia in collaborazione con il Comune e, durante specifiche giornate, fanno da “ciceroni” ai turisti e alla cittadinanza.

  • Mappatura digitale ed ecosistemi narrativi: Utilizzando le competenze digitali (che i nativi digitali possiedono naturalmente), gli studenti possono creare mappe interattive del paese, dove a ogni punto di interesse è associato un QR code che rimanda a un video, un testo o un audio realizzato dai ragazzi stessi.

  • Archivi della memoria dell’emigrazione: In regioni segnate da forti ondate migratorie, le scuole possono creare veri e propri “Musei scolastici dell’Emigrazione”. Raccogliendo lettere, biglietti di navi, valigie e fotografie, gli studenti ricostruiscono la diaspora locale, preparandosi inoltre ad accogliere in modo consapevole i discendenti che tornano per il Turismo delle Radici.

  • L’orto didattico e il recupero agroalimentare: La memoria non è solo fatta di pietre e parole, ma anche di semi e sapori. Creare orti scolastici in cui si coltivano varietà locali in via di estinzione (antichi grani, legumi tipici) significa educare alla sostenibilità e proteggere la biodiversità culturale del territorio.

4. I benefici profondi per gli studenti e per le comunità

L’impegno delle scuole come custodi della memoria territoriale genera un effetto a cascata che porta benefici incalcolabili, ben oltre il rendimento accademico.

Sviluppo della Cittadinanza Attiva

Conoscere il proprio territorio significa imparare a rispettarlo. I vandalismi contro il patrimonio pubblico diminuiscono drasticamente quando i ragazzi percepiscono quel monumento o quella piazza come “cosa loro”, come parte della loro storia familiare e comunitaria. L’educazione alla memoria si trasforma in Educazione Civica allo stato puro.

Contrasto allo spopolamento

Uno dei grandi mali dei borghi moderni è la “fuga dei cervelli” e l’abbandono. Certo, il lavoro è il motore principale degli spostamenti, ma spesso i giovani partono anche per una profonda disaffezione verso il luogo d’origine. Una scuola che insegna ad amare il proprio territorio forma giovani imprenditori, artigiani, guide turistiche e amministratori che, un domani, cercheranno di restare per valorizzare ciò che hanno ereditato.

Il collegamento con il “Turismo delle Radici”

Come evidenziato dai recenti trend turistici, milioni di discendenti di emigrati italiani tornano nei borghi per cercare le proprie origini. Una comunità scolastica formata sulla storia locale diventa il comitato d’accoglienza perfetto. I ragazzi, conoscendo l’albero genealogico del paese e le storie dell’emigrazione, possono interagire con questi speciali viaggiatori, diventando “giovani ambasciatori” del proprio Comune.

5. La sinergia necessaria: Scuole, Comuni e Associazionismo

Affinché la scuola possa svolgere appieno questo ruolo di “cassaforte della memoria”, non può essere lasciata sola. Occorre un Patto Educativo Territoriale solido e duraturo.

  • Il ruolo dei Comuni: Le amministrazioni pubbliche devono supportare le scuole garantendo l’accesso agli archivi storici, mettendo a disposizione scuolabus per le uscite sul territorio e co-finanziando pubblicazioni o mostre realizzate dagli studenti.

  • Il ruolo delle Pro Loco e delle Associazioni Culturali: Le associazioni locali possiedono il know-how e i contatti con i “saggi” del paese. I volontari delle Pro Loco dovrebbero entrare nelle aule non come professori, ma come “testimoni privilegiati”, affiancando i docenti in un’ottica di arricchimento reciproco.

  • I grandi progetti a rete: Progetti di ampio respiro come “Radici in Piazza Sicilia” dimostrano che quando Scuole, Comuni ed Enti territoriali si uniscono sotto un unico obiettivo condiviso, l’impatto si moltiplica. Partecipare a reti regionali permette alle singole scuole di confrontarsi con altre realtà, scambiarsi buone pratiche e sentirsi parte di un grande movimento di rinascimento culturale.

Conclusione: Il futuro ha radici antiche

Un albero senza radici è destinato a cadere alla prima tempesta, per quanto rigogliose possano essere le sue foglie. Lo stesso vale per le nostre comunità e per i nostri giovani.

Le scuole hanno la responsabilità e il privilegio di essere l’humus in cui queste radici possono nutrirsi. Trasformare le aule in laboratori di memoria territoriale significa restituire agli studenti la consapevolezza di non essere individui isolati in un mondo frenetico, ma anelli fondamentali di una catena lunga secoli. Significa insegnare loro che il territorio in cui vivono non è solo un indirizzo di residenza, ma un patrimonio sacro da custodire, valorizzare e consegnare intatto a chi verrà dopo di loro.

Radici in Piazza – Edizione Sicilia 2026/2027


 

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Santa Teresa di Riva e Roccalumera insieme per un mondo inclusivo con WebHouseMessina e Claudia Rigano

Santa Teresa di Riva e Roccalumera insieme per un mondo inclusivo con WebHouseMessina e Claudia Rigano

Santa Teresa di Riva e Roccalumera insieme per un mondo inclusivo: il progetto “Promotore Educativo Socio-Culturale” con WebHouseMessina e Claudia Rigano protagonista di un messaggio potente

I Comuni di Santa Teresa di Riva (ME) e Roccalumera (ME) hanno collaborato con entusiasmo al progetto “Promotore Educativo Socio-Culturale”, un’iniziativa che pone al centro la promozione dell’inclusione, della cittadinanza attiva e della cultura del rispetto, coinvolgendo scuole, famiglie e comunità locali. Il progetto è stato realizzato dalla WebHouseMessina, realtà da anni impegnata nella formazione e nella progettazione educativa sul territorio.

Tra i momenti più significativi, spicca il contributo di Claudia Rigano,  che attraverso il suo video-progetto emozionale ha lanciato un messaggio forte e universale:
 “La disabilità non è un limite perché l’energia, i sogni e il talento superano ogni barriera. La disabilità è solo negli occhi di chi la guarda.”

Il Comune di Roccalumera (ME), sulla propria pagina ufficiale Facebook, ha definito questo momento come “particolarmente toccante”, sottolineando l’impatto emotivo della performance di Claudia, che ha saputo unire parole e danza in un linguaggio capace di parlare al cuore di tutti.

Anche l’amministrazione di Santa Teresa di Riva (ME), attraverso la pagina Facebook Incontri.AMO.ci, ha condiviso immagini e riflessioni sull’iniziativa, valorizzando la presenza di Claudia Rigano e il suo impegno per una società più consapevole e accogliente.

Il progetto “Promotore Educativo Socio-Culturale” rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra enti locali, associazioni e professionisti del settore educativo, con l’obiettivo di costruire una comunità più inclusiva, empatica e attenta ai bisogni di tutti.

Per informazioni sul progetto: https://lnx.webhousemessina.com/whb/promotore-educativo-socio-culturale-corso-accreditato-mim/

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