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NASPI indennità di disoccupazione, importo massimo 1.328,76 euro. Quello che c’è da sapere

NASPI indennità di disoccupazione, importo massimo 1.328,76 euro. Quello che c’è da sapere

Supplenti, terminati gli scrutini. Come presentare domanda di disoccupazione

Importo della disoccupazione: indicazioni INPS

La misura della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni.

Se la retribuzione è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT e reso noto ogni anno dall’INPS con circolare pubblicata sul sito (1.195 euro per il 2017, 1.208,15 euro per il 2018 e 1.221,44 euro per il 2019).

Se la retribuzione media è superiore al predetto importo di riferimento annuo (1.221,44 euro per il 2019), la misura della prestazione è invece pari al 75% dell’importo di riferimento annuo stabilito dalla legge (1.221,44 euro per il 2019) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo stabilito dalla legge.

Limite massimo

In ogni caso l’importo dell’indennità non può superare un limite massimo individuato con legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT e reso noto ogni anno dall’INPS con circolare pubblicata sul sito (pari per il 2017 a 1.300 euro, per il 2018 a 1.314,30 euro e per il 2019 a 1.328,76 euro). A partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, all’indennità si applica una riduzione del 3% per ciascun mese.

L’indennità è commisurata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni (comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive), divisa per il totale delle settimane di contribuzione (indipendentemente dalla verifica del minimale) e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

La guida INPS

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Università, aumentano i posti nei corsi di Medicina e Odontoiatria

Università, aumentano i posti nei corsi di Medicina e Odontoiatria

 Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti ha firmato oggi i decreti che stabiliscono i posti per l’anno accademico 2019/2020. Quelli per Medicina e Chirurgia sono 11.568 (erano 9.779 lo scorso anno) e quelli per Odontoiatria sono1.133 (erano 1.096). Il decreto per Medicina e Chirurgia passa ora al Ministero della Salute, per essere controfirmato dalla Ministra Giulia Grillo.

“Su Medicina e Odontoiatria questo Governo sta mantenendo le promesse fatte, portando avanti un’azione strategica, sia nell’interesse dei nostri giovani che del Paese – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. Abbiamo aumentato i posti a disposizione degli studenti universitari e continueremo a lavorare in questa direzione. L’Italia ha bisogno di medici, dobbiamo colmare questo vuoto. Chiaramente, è importante che a questo corrisponda anche un incremento delle borse di specializzazione mediche. Ed è per questo che ci siamo mossi su questo fronte. Abbiamo aumentato le borse già a partire dallo scorso anno e anche quest’anno abbiamo incrementato le risorse di cento milioni in Legge di bilancio per finanziare nuovi contratti di formazione. Non ha alcuna utilità avere più laureati se poi non si specializzano e non possono esercitare. Inoltre, siamo impegnati insieme al Ministero della Salute, agli Atenei e alle Regioni in una riforma del modello di ammissione ai corsi. È richiesta da anni, è stata molto dibattuta e adesso vogliamo arrivare alle risposte attese”.

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Università, aumentano i posti nei corsi di Medicina e Odontoiatria

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Pensionamenti, MIUR: già lavorato l’80% delle pratiche di ‘quota 100’

Pensionamenti, MIUR: già lavorato l’80% delle pratiche di ‘quota 100’

Erano presenti rappresentanti del MIUR e dell’INPS (l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) che stanno collaborando attivamente attraverso i loro uffici territoriali.

Al 24 giugno, secondo i dati forniti oggi alle Organizzazioni Sindacali, risulta lavorato il 99,12% delle domande di pensionamento presentate entro il 12 dicembre scorso, secondo le regole di pensionamento vigenti prima dell’introduzione della cosiddetta ‘quota 100’ entrata in vigore successivamente (si tratta della cosiddetta prima platea).

Risulta poi lavorato il 79,77% delle domande relative alla cosiddetta seconda platea, quella che ha presentato domanda entro il 28 febbraio, dopo l’introduzione di ‘quota 100’.

“Siamo particolarmente soddisfatti – commenta il Ministro Marco Bussetti – dell’andamento delle operazioni. Grazie al lavoro di squadra svolto da MIUR e INPS, sia attraverso gli uffici centrali che territoriali, stiamo procedendo molto rapidamente con le certificazioni. L’obiettivo finale è quello di consentire a coloro che nella scuola hanno diritto alla pensione di poterne usufruire da settembre, senza soluzione di continuità con lo stipendio. Anche a quelli che hanno presentato domanda nell’ambito della finestra che si è aperta a seguito dell’introduzione di ‘quota 100’ e dell’‘Opzione donna’”.

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Pensionamenti, MIUR: già lavorato l’80% delle pratiche di ‘quota 100’

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Carta docente: no bonus 500 euro al personale educativo

Carta docente: no bonus 500 euro al personale educativo

adducendo che esso “non ha titolo per invocare il riconoscimento in proprio favore della carta del docente, in quanto non è richiesto ad essi (…) l’obbligo di formazione aggiuntivo rispetto al PTOF” che invece sarebbe previsto solo per i docenti in base al comma 121 della L.107/2015.”
Mentre le OoSs si incontrano per valutare “quali ulteriori iniziative sarà possibile intraprendere a tutela del personale educativo” vogliamo qui sottolineare che questa sentenza, nata già scritta, segna PER TUTTI I LAVORATORI DELLA SCUOLA la fine della politica dei bonus, la quale proprio in quanto tale invece viene totalmente sconfessata dal CdS, che la dimostra inadeguata a rispondere ai bisogni formativi del personale. Una sentenza per altro palesemente discriminante e che contraddice il quadro normativo, se si considera che finanche alla luce dell’ultimo rinnovo contrattuale, il personale educativo è docente a tutti gli effetti.
Una sentenza che sancisce cioè il solo inquadramento economico al pari dei docenti, tesi dell’appellante, senza riportare a supporto alcun riferimento normativo. Del resto se la Carta docente fosse utile per aggiornarsi, allora sarebbe dovuta a tutti i lavoratori della scuola. Riteniamo invece che sarebbe di gran lunga preferibile eliminare tutte queste “elemosine” della scuola renziana, da queste incrementando invece gli stipendi dei lavoratori della scuola. Denunciamo pertanto l’ingiusto trattamento e chiediamo la cancellazione del bonus, con l’inserimento dei relativi proventi per tutti nello stipendio tabellare anche ai fini pensionistici.
Chiediamo quindi che Miur e sindacati prendano atto che la stagione politica dei bonus è finita.
Molti sindacati infatti, continuano a sostenere la necessità di cancellarli ed erogarne il contenuto in busta paga per tutti, docenti inclusi.
E quindi, anche alla luce di tale sentenza che ben gravi risvolti rischia di avere in termini di ricadute sul profilo professionale educativo (ove non vi fosse un immediato intervento normativo correttivo attraverso quella riforma organica di rinnovo e rilancio per le istituzioni educative che da tempo chiediamo e proponiamo su questo e sugli altri problemi che affliggono la categoria e tutto il settore educativo) , protestiamo pertanto fermamente contro la mancata cancellazione dei bonus con conseguente mancato aumento stipendiale per tutti, docenti inclusi.
Ricordiamo infine a tutti che tra FIS, BONUS MERITO, CARTA DOCENTI, ci sarebbero CIRCA UN MILIARDO DA METTERE SUGLI STIPENDI DI ATA, EDUCATORI E DOCENTI, che significa circa 1000 euro lordi in più all’anno, finanche pensionabili.
Nessuna disfatta, nessuna resa. Come educatori infatti, non intendiamo stare al contenuto della sentenza, e nemmeno a comunicati riduttivi, pertanto ad essa reagiremo in vari modi, mobilitandoci e promuovendo e organizzando azioni legali e azione politico sindacale.
No alle mance, ma reddito utile anche a fini pensionistici: abolizione bonus e aumento, con quella cifra, dello stipendio tabellare.
Stop ai bonus, dateceli in busta paga!
Più stipendio per tutti e meno bonus.
Stipendi più alti per tutti!
Per il gruppo nazionale degli educatori
GLI AMMINISTRATORI, EDUCATORI :
Vittorio Balestrieri, RSU GILDA CONVITTO NAZ. NAPOLI
Salvatore Cosentino, RSU UIL EDUCANDATO  FIRENZE
Giacomo Corbisiero, CONVITTO ANNESSO I.T.A.S. “Tosi” Codogno (LO)
Antonio D’Auria, RSU SGB CONVITTO NAZ. PRATO
Paolo Di Iorio, CONVITTO ANNESSO Ipssar E. Mattei Vieste (FG)
Maddalena Lo Fiego, TA COBAS CONVITTO ANNESSO Ipsaaabi De Franceschi-Pacinotti PISTOIA
Duilio Paradiso, referente CUB Torino settore convitti, CONVITTO NAZ. TORINO
Luca Paradiso RSU CGIL CONVITTO NAZ. ROMA
Lavinia Stornaiuolo, CONVITTO NAZ. PARMA
Silvio Viglione, RSU SGB CONVITTO NAZ. CORREGGIO

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Carta docente: no bonus 500 euro al personale educativo

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Concorso straordinario infanzia e primaria, ecco le graduatorie

Concorso straordinario infanzia e primaria, ecco le graduatorie

Si tratta della graduatoria per sostegno primaria. Vai al file

Per la Sicilia si sa già che per infanzia e primaria non ci sarà la possibilità di avere le graduatorie pronte per i posti comuni. Le prove si protrarranno infatti fino ad ottobre 2019.

Immissioni in ruolo infanzia e primaria 2019: come funzionano

Le immissioni in ruolo 2019/20 avverranno

  • 50% da GaE;
  • 50% da concorso:

con priorità dalle GM 2016

Se rimangono posti disponibili, dalle graduatorie del concorso straordinario, fermo restando che le  graduatorie vengano pubblicate in tempo utile.

Posti liberi

i posti liberi nella scuola primaria per l’a.s. 2019/20 sono

  • 6.897 (comuni) e 5.502 (sostegno) per un totale di 12.399

La distribuzione per provincia

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Concorso straordinario infanzia e primaria, ecco le graduatorie

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Prova preselettiva concorso DSGA

Prova preselettiva concorso DSGA
Si comunica che, a partire dal 24/06/2019, i candidati che hanno partecipato alla prova preselettiva del concorso per DSGA, svoltasi nei giorni 11, 12 e 13 giugno u.s., potranno prendere visione del proprio elaborato accedendo al portale delle Istanze on line (Polis) nella sezione “Altri servizi” con le credenziali assegnate al momento della registrazione.
Source: MIUR
Prova preselettiva concorso DSGA

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Calcolo ferie personale ATA al 30 giugno a tempo pieno

Calcolo ferie personale ATA al 30 giugno a tempo pieno

Gentile responsabile,   vorrei chiedere cortesemente  un riscontro per il calcolo delle ferie che mi spettano per questo anno scolastico. Sono una assistente amministrativa inserita nelle graduatorie di III Fascia per il triennio in corso. Ho un contratto a tempo determinato come AA iniziato il 19/11/2018 con scadenza a 30/06/2019, per un servizio  totale di 224 giorni. Secondo i miei calcoli mi spettano 10 giorni di ferie.   Mi potrebbe gentilmente aiutare in questo calcolo? La ringrazio e rimango in attesa di un suo gentile riscontro,   Cordiali saluti

di Giovanni Calandrino – Le ferie del personale assunto a tempo determinato sono proporzionali al servizio prestato, dunque per sapere il numero esatto di giorni di ferie maturate occorre effettuare la proporzione:

360 : 30/32 = n° dei giorni di servizio : x

Dal 19-11-2018 al 30-06-2019 matura 18,58 giorni di ferie, naturalmente il calcolo è stato effettuato su base 30 (personale con meno di tre anni di anzianità di servizio) e con regime orario a tempo pieno visto che, nel quesito non si forniscono ulteriori dettagli.

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Calcolo ferie personale ATA al 30 giugno a tempo pieno

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Chiamata diretta insegnanti va in soffitta, titolarità su scuola per tutti

Chiamata diretta insegnanti va in soffitta, titolarità su scuola per tutti

L’iter del DDL che elimina chiamata diretta e ambiti territoriali sta giungendo a conclusione. Ne parla la Sen. Bianca Laura Granato, prima firmataria del testo.

Stiamo aspettando i pareri della commissione Bilancio e poi, finalmente, potremmo votare in commissione Istruzione e in aula al Senato l’abrogazione di chiamata diretta e ambiti territoriali….

Ormai manca davvero poco..” commenta la Granato.

Il disegno di legge As 763 “Modifiche alla legge 13 luglio 2015, n. 107, in materia di ambiti territoriali e chiamata diretta dei docenti” prevede l’abrogazione dei commi 18, 80, 81 e 82 dell’articolo 1 della legge 107/2015,  che istituiscono gli ambiti territoriali e la cosiddetta chiamata diretta, poi battezzata “per competenze” per attutirne l’impatto emotivo.

Già il contratto sulla mobilità per il triennio 2019/22  ha disposto la modifica di titolarità per i docenti che avevano incarico triennale e titolarità su provincia per i docenti senza sede.

Adesso serve la copertura normativa, che si troverà appunto con l’approvazione di questo disegno di legge.

L’eliminazione della chiamata diretta: uno dei punti del Contratto di Governo

Eliminazione della chiamata diretta era uno dei punti inseriti nel Contratto di Governo:

“Un altro dei fallimenti della c.d. “Buona Scuola” è stato determinato
dalla possibilità della “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Intendiamo superare questo strumento tanto inutile
quanto dannoso”

Immissioni in ruolo: si sceglierà la scuola

Di conseguenza, anche per le immissioni in ruolo dell’a.s. 2019/20 si sceglierà la scuola.

I docenti delle GaE sceglieranno una scuola della provincia in cui sono inseriti, i docenti delle graduatorie di merito dei concorsi una scuola di una provincia disponibile quando sarà il loro turno di scelta.

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Chiamata diretta insegnanti va in soffitta, titolarità su scuola per tutti

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Carta docente, ogni bonus 500 euro vale due anni

Carta docente, ogni bonus 500 euro vale due anni

Rispondiamo al quesito della nostra lettrice riferendo quanto previsto dalla normativa vigente.

Carta docente 500 euro: normativa

Il bonus di 500 euro per la formazione e l’aggiornamento del personale docente di ruolo è stato introdotto dalla legge n. 107/2015.

Con il DPCM del del 28 novembre 2016 si è disciplinato l’utilizzo del cosiddetto borsellino elettronico, ossia la carta docente 500 euro.

Carta docente 500 euro: somme non spese nell’anno scolastico di riferimento

L’articolo 6, comma 6, del summenzionato DPCM così dispone:

Le somme non spese entro la conclusione dell’anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell’anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate.

Le somme non spese nell’anno scolastico di riferimento, ossia in cui sono state erogate, saranno disponibili il prossimo anno scolastico.

I 500 euro dunque hanno durata biennale.

Carta docente 500 euro: somme non spese nel 2018/19

Rispondendo al quesito della nostra lettrice, alla luce di quanto detto sopra, affermiamo che le somme 2018/19 non spese entro il termine dell’anno scolastico (31/08/19) saranno disponibili per il prossimo anno scolastico e potranno essere spese entro il 31/008/2020.

Carta docente 500 euro: cosa acquistare

Con il bonus è possibile acquistare:

  • libri;
  • hardware e software;
  • biglietti per eventi culturali, cinema, teatro o concerti;
  • strumenti musicali (solo per insegnanti di musica);
  • corsi di lingua o di formazione ma solo se organizzati da enti accreditati o qualificati per la scuola.

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Carta docente, ogni bonus 500 euro vale due anni

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TFA sostegno 2018/19, vincitori possono “congelare” il corso

TFA sostegno 2018/19, vincitori possono “congelare” il corso

Normativa assenze restrittiva

A pesare sulla decisione le regole stabilite per le assenze:

Le assenze sono accettate nella percentuale del 20% di ciascun insegnamento. Il monte ore relativo è recuperato attraverso modalità definite dai titolari degli insegnamenti. Per il tirocinio e per i laboratori vige l’obbligo integrale di frequenza delle attività previste.

Sarà, dunque, possibile, assentarsi per il 20% delle ore previste per ciascun insegnamento. Le ore non svolte potranno essere recuperate tramite attività predisposte dal titolare dell’insegnamento.

Per quanto riguarda il tirocinio e i laboratori, invece, non sono previste assenze ma c’è l’obbligo integrale di frequenza delle attività previste, senza riduzioni né recuperi ( a meno che le Università non decidano modalità di recupero).

Chi può iscriversi in sovrannumero ai corsi

Il dm n. 92/019 ha considerato sovrannumerari i soggetti che, in occasione dei precedenti cicli di specializzazione

a. abbiano sospeso il percorso ovvero, pur in posizione utile, non si siano iscritti al percorso;
b. siano risultati vincitori di più procedure e abbiano esercitato le relative opzioni;
c. siano risultati inseriti nelle rispettive graduatorie di merito, ma non in posizione utile

Questo significa che nell’a.a. 2018/19 c’è stata una tutela per chi al ciclo precedente ha optato per questa scelta.

Scelta a proprio “rischio e pericolo”

Naturalmente va detto che solo in teoria al momento sappiamo che i cicli di TFA sostegno saranno tre (perché così ha detto il Ministro Bussetti, attualmente in carica).

Il dm 92/2019 fa infatti riferimento alla situazione dell’a.a. 2018/19. Per gli anni successivi non c’è ancora una normativa specifica, quindi chi decide di non iscriversi al corso pur essendosi posizionato come vincitore, lo fa a proprio “rischio e pericolo”, confidando nell’attivazione del TFA sostegno anche per i prossimi due anni accademici.

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