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PAS e concorso riservato, con nuovo Governo rischio ricominciare da zero

PAS e concorso riservato, con nuovo Governo rischio ricominciare da zero

Cosa è successo

Crisi di Governo, la coalizione Lega-M5S è di fatto acqua passata, con accuse reciproche e un discorso di Conte che non ha risparmiato lezioni istituzionali a Lega e Salvini.

Non si è arrivati al voto di fiducia, come avevamo già anticipato, Salvini ha ritirato la sfiducia, ma Conte non è stato al gioco e si è dimesso.

Adesso la parola passa al Presidente che proverà per un nuovo Governo o indirrà le elezioni

Molti i provvedimenti che riguardano la scuola e che restano in sospeso

PAS e concorsi a cattedra

Tra le questioni aperte c’è quella del precariato. Infatti, ricordiamo, che l’ultimo Consiglio dei Ministri del Governo uscente ha prodotto un decreto accolto “salvo intese”. Si attendeva, dunque, il varo dopo aver rivisto i punti di attrito tra Lega e M5S.

ATA

In sospeso anche la questione relativa agli ATA, per i quali non esiste allo stato attuale nessuna proposta concreta, e DSGA per i quali esiste soltanto un progetto di proposta di intervento.

Concorsi a cattedra

Nel limbo anche i concorsi a cattedra preventivati per il 2019. Non soltanto il concorso straordinario per la secondaria, ma anche quelli ordinari a partire da infanzia-primaria e secondaria di I e II grado.

Cosa accadrà adesso?

Un Governo M5S con PD potrebbe portare ad una revisione del testo del Decreto voluto fortemente dalla Lega e che prevedeva un PAS senza selezione in ingresso ed un concorso riservato lighte.

Punti sui quali il M5S si era battuto fino all’ultimo giorno, chiedendo maggiore severità

Potrebbe essere questo un punto di partenza, con un cambio di rotta non impattante che potrebbe portare a rivedere il testo mantenendo fede agli accordi con i sindacati.

Altro scenario, dato che l’accordo riguardava il vecchio Governo con Conte dimesso, potrebbe essere, soprattutto se il PD riuscirà ad avere voce in capitolo, un annullamento degli accordi.

In questo caso le proteste dei diretti interessati e dei sindacati non mancheranno di farsi sentire.

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UIL Toscana: criticità immissioni in ruolo e assegnazione sede Dirigenti Scolastici

UIL Toscana: criticità immissioni in ruolo e assegnazione sede Dirigenti Scolastici

“Scrivo per segnalare alcune criticità emerse in relazione alle immissioni in ruolo dei docenti ed informativa riguardo ai criteri per l’assegnazione di sede ai neo dirigenti scolastici.

Riguardo ai neo dirigenti ad oggi non abbiamo avuto informativa sui criteri relativi all’assegnazione delle sedi ai neo dirigenti scolastici.

Attraverso svariate mail le nostre strutture territoriali, cosi come i diretti interessati, hanno segnalato vari possibili errori relativi alle graduatorie dei vari concorsi ed alle conseguenti immissioni in ruolo. Anche in relazione a tali criticità abbiamo suggerito una integrazione del CIR sulle utilizzazioni che possa coinvolgere anche i neo immessi della scuola secondaria.

In conseguenza di tali criticità il personale rischia di essere spostato in varie parti della Toscana, spesso molto lontano da casa in presenza di posti da riassegnare.

In riferimento alla gestione delle riserve L. 68 ci risulta un comportamento difforme da parte dei vari ambiti territoriali toscani; in particolare l’ambito territoriale di Firenze ha deciso di non procedere ad assegnazione del ruolo ai candidati con contratto a tempo indeterminato se pur con clausola risolutiva.

Riguardo al personale ATA molte scuole rischiano un faticoso avvio dell’anno scolastico per possibili ritardi nelle nomine.

Chiediamo pertanto un incontro urgente

Carlo Romanelli

Segretario Generale UIL Scuola Toscana”

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UIL Toscana: criticità immissioni in ruolo e assegnazione sede Dirigenti Scolastici

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Ti sostengo, ma da lontano. Lettera

Ti sostengo, ma da lontano. Lettera

esso è consultabile sul sito del MIUR), che recita così: “I
docenti nominati nell’a.s. 2018/’19 per effetto di quanto disposto dal DDG 85/2018 potranno optare per una graduatoria di altra Classe di Concorso se
pubblicata in data successiva alla nomina precedentemente accettata”. È evidente che è implicita, in questa possibilità di scelta, l’ipotesi di
passare da posto su sostegno a materia, soprattutto nelle Regioni dove le Graduatorie di Merito del 2018 relative al Sostegno sono state pubblicate
prima che le altre Classi di Concorso avessero addirittura iniziato le procedure concorsuali (altra follia italica: tutto ciò che deriva da uno
stesso Concorso ben specifico dovrebbe essere messo in atto contemporaneamente, e non a distanza anche di un anno…).

Orbene: vorrei capire il senso di questa norma.

Partiamo da dati certi: nel corso degli ultimi anni, il numero di alunni certificati ai sensi della L. 104/92 è aumentato notevolmente, rendendo
sempre più necessaria la formazione specifica di appositi docenti, soprattutto in una sfera delicata come questa. Sono stati autorizzati
diversi cicli di Tirocini Formativi Attivi, selettivi, altamente impegnativi (anche per la durata) e – non da ultimo – costosi. Da essi
sono usciti docenti qualificati, che con successivi Concorsi sono stati immessi in ruolo in posti di sostegno, soddisfacendo l’elevata domanda di
cui sopra.
Beh? Problema risolto, mi si dirà…
A me, a dire il vero, non sembra proprio. Ritorniamo a leggere attentamente quanto su riportato, e vediamo che è stata data ad un
cospicuo numero di insegnanti la possibilità di scegliere se rimanere sul sostegno (dove già occupavano una posizione garantita, stante il
superamento dell’anno di prova) o spostarsi su altra classe di concorso che – nel frattempo – aveva pubblicato la relativa Graduatoria; e tale
possibilità è stata – ovviamente – presa. Nulla da dire sui motivi, poiché ognuno sa cosa spinge ad optare per una scelta piuttosto che
un’altra.

Ma il 2 settembre, assai verosimilmente, mi aspetto la pubblicazione dei consueti titoloni “Mancano insegnanti di sostegno specializzati: le
famiglie interessate sono sul piede di guerra”.
E mi chiedo PERCHÉ in Italia possa succedere tutto ciò.

Ringrazio infinitamente per l’attenzione

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Ti sostengo, ma da lontano. Lettera

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Servizi per la prima infanzia, dalla Sicilia undici mln per potenziare le strutture

Servizi per la prima infanzia, dalla Sicilia undici mln per potenziare le strutture

L’assessorato regionale della Famiglia ha approvato la graduatoria provvisoria relativa alla seconda finestra dell’avviso 9.3.2 del Po Fesr 2014/2020. A essere finanziati saranno 69 progetti presentati da enti del privato sociale no profit (cooperative sociali, associazioni riconosciute, imprese sociali).

“Ad appena quattro mesi dalla presentazione delle istanze – sottolinea il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci – si è concluso l’iter istruttorio con l’approvazione della graduatoria provvisoria che diventerà definitiva dopo trenta giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Dopo avere finanziato con la prima finestra venti progetti per un totale di circa tre milioni di euro, stiamo per finanziarne altri 69 per un totale di undici milioni di euro e, a breve, visto che sono rimaste somme per circa quattro milioni di euro, procederemo con un terzo avviso per le medesime finalità”.

La misura prevede la concessione di contributi per lavori di ristrutturazione e adeguamento, compresa la fornitura di arredi e attrezzature, nelle strutture di servizi socio-educativi per la prima infanzia come asili nido, micro nido, spazi gioco e centri per bambini e famiglie.

“E’ intendimento di questo assessorato – aggiunge l’assessore alla Famiglia Antonio Scavone – ottimizzare il percorso di regolamentazione dei servizi a favore del sistema di istruzione da zero a tre anni in coerenza con quanto previsto dal decreto legislativo 65 del 2017. Ciò al fine di realizzare un progetto rivolto alle diverse “misure ” dei bambini e nella considerazione degli steps del processo evolutivo di ciascuna persona e dei tempi differenti che lo contraddistinguono”.

L’avviso 9.3.2 ha permesso, nell’arco dell’ultimo anno, l’attivazione di 89 nuovi servizi per più di 2.300 nuovi posti potenziali per bambini e bambine siciliani e, in particolare, per più di ottocento posti a Palermo che registra, a oggi, circa novecento utenti in lista d’attesa.

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Servizi per la prima infanzia, dalla Sicilia undici mln per potenziare le strutture

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Immissioni in ruolo, assegnazione sede d’ufficio: ecco quando avviene

Immissioni in ruolo, assegnazione sede d’ufficio: ecco quando avviene

Immissioni in ruolo e delega

Nell’ambito delle operazioni di immissioni in ruolo,  per i docenti che non possono essere personalmente presenti alle convocazioni, è prevista la possibilità di delegare una persona di fiducia o il dirigente responsabile (secondo modalità e tempistiche indicate dagli uffici scolastici).

Ai docenti non interessati alla nomina, gli Uffici chiedono di presentare esplicita rinuncia in modo da permettere lo scorrimento delle graduatorie.

Assegnazione d’ufficio

Nel caso in cui un aspirante non sia  presente alle convocazioni, non produca alcuna delega e non presenti esplicita rinuncia, gli viene assegnata una sede d’ufficio tra quelle residuate al termine delle operazioni.

Mancata presa di servizio

In caso di mancata presa di servizio si decade dalla nomina, come riferito in Immissioni in ruolo, decadenza nomina in caso di mancata presa servizio senza giustificato motivo

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Supplenze, rinuncia e accettazione di una proposta di incarico: quando è possibile

Supplenze, rinuncia e accettazione di una proposta di incarico: quando è possibile

Nota supplenze

In attesa dell’annuale nota sulle supplenze, rispondiamo al quesito della nostra lettrice richiamando quanto previsto dal Regolamento sulle supplenze, richiamo nella nota dello scorso anno scolastico.

Accettazione altra proposta

Il Regolamento sulle suplenze così prevede:

Durante il periodo occorrente per il completamento delle operazioni ed esclusivamente prima della stipula dei relativi contratti, è ammessa la rinuncia ad una proposta di assunzione per supplenza temporanea sino al termine delle attività didattiche per l’accettazione successiva di supplenza annuale per il medesimo o diverso insegnamento.

E’ possibile, dunque, rinunciare ad una proposta di assunzione al 30 giungo per un’altra al 31/08 per lo stesso o diverso insegnamento. tale possibilità è concessa, però, soltanto durante il periodo di completamento delle operazioni, prima della stipula dei relative contratti.

Conclusioni

Rispondendo al quesito della nostra lettrice, affermiamo che la stessa non può lasciare la supplenza al 30/06 sulla A22 per accettare una proposta per la A12 sempre al 30/06.

Potrebbe invece lasciare la supplenza al 30 giugno, soltanto se:

  • la supplenza sulla A12 è al 31 agosto;
  • la rinuncia e l’accettazione della nuova proposta avvengono durante il periodo di espletamento delle operazioni, prima della stipula dei contratti.

 

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Supplenze, rinuncia e accettazione di una proposta di incarico: quando è possibile

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Cangemi (PCI): finanziamenti paritarie condizionano scuola pubblica

Cangemi (PCI): finanziamenti paritarie condizionano scuola pubblica

Lo stesso progetto dell’autonomia differenziata prevede, tra i suoi frutti più velenosi, la possibilità di gestire completamente a livello regionale canali di finanziamento per le scuole “paritarie”. Le giunte leghiste (ma anche molti amministratori del PD) non aspettano altro.
Per completare il quadro la Confindustria annuncia a la nascita, a settembre, di un “suo” Liceo.
Siamo in presenza di un attacco concentrico alla Costituzione (che esclude esplicitamente oneri per lo stato per l’istruzione privata), alla scuola pubblica e all’uguaglianza dei cittadini.
L’obiettivo immediato del finanziamento alle scuole private è quello di puntellare, in modo clientelare, un sistema di diplomifici e scuole confessionali, sempre più in crisi per un’evidente inadeguatezza formativa (e spesso per gestioni assai poco trasparenti). Ma non si tratta solo di questo.
Con il settore privato si vuole condizionare la scuola pubblica: sottraendole risorse, influendo sulla sua gestione, rompendo l’unita contrattuale dei suoi lavoratori e delle sue lavoratrici.
Di fronte a questo progetto, che è il progetto della società dei privilegiati, non è possibile restare in silenzio. – ha concluso Cangemi

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Comitato DS Idonei Post 2900: no a mobilità straordinaria. Si rispetti normativa

Comitato DS Idonei Post 2900: no a mobilità straordinaria. Si rispetti normativa

La graduatoria è costituita da 3420 docenti idonei.

Il bando ha previsto che 2900 docenti fossero dichiarati vincitori, lasciando quindi 520 candidati nel “limbo” dell’idoneità. Tuttavia, come denunciato da diverse organizzazioni sindacali, in molte Regioni saranno numerose le istituzioni scolastiche a rimanere senza guida per mancanza di dirigenti. Stime molto accreditate ritengono insufficienti non solo i 2900 già dichiarati vincitori, ma tutti i 3420 che formano attualmente la graduatoria di merito.

Sottoponiamo pertanto alla sua attenzione l’opportunità di dichiarare, con apposito provvedimento, la graduatoria in oggetto “ad esaurimento” affinché nei prossimi anni la scuola italiana abbia la possibilità di nominare i suoi dirigenti ed eliminare finalmente, come da Lei dichiarato più volte, la _dannosa_ pratica delle reggenze.

Del resto Lei stesso ha più volte anticipato tale soluzione alle OOSS di categoria. A ciò si aggiunga la notizia di diverse rinunce, in questi primi giorni di assegnazione delle sedi, da parte degli USR. Il numero di Dirigenti necessari potrebbe essere ancora più consistente, se i colleghi inseriti in graduatoria con riserva, dovessero soccombere nei giudizi di merito dei Tribunali Amministrativi. C’è inoltre da richiamare come il legislatore nella legge di stabilità 2019, ha inteso escludere la scuola dalle norme sulla durata _triennale_ delle graduatorie dei concorsi nella pubblica amministrazione (art. 1 comma 366 legge n. 145 del 30 dicembre 2018).

Negli ultimi giorni, infine, a seguito dell’abbinamento dei primi 1984 candidati vincitori alle Regioni, in molti si stanno affannando a proporre questa o quella fantasiosa soluzione per ovviare agli spostamenti che, necessariamente, conseguono ad un concorso nazionale e non regionale.

Alcuni neo DS stanno addirittura chiedendo una eventuale mobilità straordinaria che falserebbe in modo definitivo la graduatoria stessa.
Tutti noi ben conoscevamo le regole, abbiamo letto e studiato il regolamento ed il bando, ora è il momento di rispettare i vincoli che, volenti o nolenti, abbiamo sottoscritto all’atto dell’iscrizione.

Qualsiasi modifica in itinere porterà con sé ricorsi su ricorsi, rischiando di appesantire ulteriormente la macchina concorsuale. Questa è già stata messa in discussione, come Lei perfettamente sa, dalla sentenza del TAR del Lazio, che ha portato all’intervento del CDS il quale, in data 17 Ottobre, entrerà nel merito della questione.

Noi DS idonei chiediamo che si rispettino le regole contenute nel bando del concorso, che le eventuali rinunce comportino il depennamento dalla graduatoria, così come previsto e come sottolineato dall’amministrazione, e che, in tal caso, si scorra la graduatoria che contiene ben 3420 DS idonei a svolgere il complesso compito del Dirigente Scolastico.

Confidiamo nella Sua attenzione, volta al garantire che i diritti di tutti i 3420 candidati siano rispettati sino in fondo.

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Assunzioni ATA Sicilia, Flc Cgil: solo 446 a fronte di 1012 posti liberi

Assunzioni ATA Sicilia, Flc Cgil: solo 446 a fronte di 1012 posti liberi

Lo dichiara il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza.

“Scelta politica – aggiunge – assolutamente discriminante se si pensa che per il personale docente, e di questo ne siamo assolutamente lieti, è stata prevista la copertura totale dei posti disponibili in Sicilia. Per il personale Ata, invece, la percentuale delle immissioni in ruolo ammonta solo al 44%. Percentuale ancora più difficile da accettare se si pensa che i precari Ata inseriti nelle graduatorie provinciali permanenti sono ben 2.514. Si tratta, in quest’ultimo caso, di lavoratori che hanno tutti i presupposti e i requisiti per essere stabilizzati definitivamente. Tale numero, peraltro, non comprende tutti i precari inseriti anche nelle graduatorie provinciali di II fascia e quelle d’istituto di III fascia, altrimenti si parlerebbe di decine di migliaia di persone”.

“Il problema è ancor più grave – spiega Rizza – in considerazione del fatto che la copertura di questi 1.012 posti disponibili, tra immissioni in ruolo e incarichi annuali, non è comunque sufficiente a garantire un avvio ordinario e in sicurezza nelle 831 istituzioni scolastiche della nostra regione. Abbiamo raccolto in queste ore numerose testimonianze di dirigenti preoccupati per la carenza soprattutto di collaboratori scolastici e assistenti amministrativi, la cui presenza è fondamentale rispettivamente per il lavoro di pulizia, manutenzione e vigilanza e per espletamento di tutte le procedure burocratiche di avvio delle attività didattiche”.

“La normativa – conclude – consente di risolvere queste criticità, con il cosiddetto adeguamento in organico di fatto, che l’Usr Sicilia ha quantificato in circa 1.200 posti, sulla base delle segnalazioni che sono pervenute dalle scuole di tutta la regione. Il Miur, invece, ne ha autorizzati circa 500. Inoltre non si sa ancora quando saranno assegnati alle scuole. Si presume che ciò avverrà solo a settembre, solo come posti in deroga dopo l’avvio dell’anno scolastico. Ciò determinerà due conseguenze che riteniamo gravi, ovvero che tali posti saranno disponibili solo per gli incarichi annuali e non per le assegnazioni provvisorie e che molte scuole non saranno nelle condizioni di garantire un normale avvio dell’anno scolastico”.

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Decreto salvaprecari, Pittoni: la politica può ancora approvarlo

Decreto salvaprecari, Pittoni: la politica può ancora approvarlo

Lo assicura il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile Istruzione della Lega.

“Intendiamo rispettare – spiega – il punto 22 del contratto di Governo, il quale prevede una “fase transitoria” per garantire “il superamento delle criticità che in questi anni hanno condotto a un cronico precariato”, parallelamente all’avvio di un “efficace sistema di formazione”. Da qui la collaborazione tra ministero dell’Istruzione e le cinque principali sigle sindacali, onde definire misure straordinarie per la stabilizzazione del precariato storico e il varo di percorsi abilitanti con selezione in uscita come nel 2013/2016.

Non corrisponde al vero quanto affermato da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, secondo cui i percorsi abilitanti previsti dal decreto non sarebbero selettivi. I cosiddetti PAS – chiarisce Pittoni -, superando la concezione nozionistica della valutazione mediante uniche prove d’esame, assicurano una reale selezione ex ante, in considerazione dell’esperienza professionale, in itinere, con diversi esami universitari, e ex post, con l’esame conclusivo (nel triennio accademico 2013/2016 quasi 3 candidati su 10 non sono stati ammessi all’esame finale per non aver superato singoli esami del piano di studio).

La formazione specialistica per l’insegnamento viene erogata dalle università pubbliche mediante corsi di studio, denominati TFA e PAS, preordinati all’acquisizione di CFU (crediti formativi universitari) nei seguenti SSD (settori scientifico-disciplinari): didattica generale e speciale, pedagogia generale e speciale rivolta ai bisogni educativi speciali, pedagogia sperimentale, didattica disciplinare, laboratori pedagogico-didattici, tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la didattica.

A conclusione dei numerosi esami di profitto sostenuti dagli aspiranti docenti, si accede a un ulteriore esame, di competenza ministeriale, abilitante all’insegnamento”.

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